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Pillole di Marketing da Fotografare in digitale: Intervista con Giuseppe Fuccicchio

Roberto Popolizio

Come nasce Fotografareindigitale e a che punto si trova adesso?

Fotografareindigitale è un progetto (anzi, un blog) nato circa 14 anni fa e voleva essere semplicemente un passatempo, un modo per tenermi impegnato tra un lavoro fotografico ed un altro. Un po’ come per tutti i fotografi, l’inizio professionale non è dei più semplici ed è più il tempo disponibile che quello impiegato sul campo. Ho iniziato da solo a pubblicare consigli, guide, suggerimenti. Poi, nel tempo, visto anche il forte riscontro dal punto di vista di utenti e amatori fotografi, il blog è cresciuto, diventando prima un sito che parlava di fotografia a tutto tondo ed infine una delle eZine di fotografia più conosciute in Italia.

Adesso Fotografare in Digitale può contare su cinque fotografi che collaborano con noi, oltre 1800 articoli pubblicati, tantissimi “follower” sui vari social, una serie di libri pubblicati e un corso di fotografia fruibile on-line. Da semplice blog che mi impegnava mezz’ora al giorno è divenuto parte integrante della mia attività a cui dedico parecchie ore.

Di siti che offrono consigli di fotografia ce ne sono un bel po’… qual’è il gap che stai cercando di colmare?

E’ vero, di siti che parlano di fotografia ce ne sono parecchi e ho avuto modo durante questi 14 anni di attività di entrare in contatto con molti dei loro proprietari. Molti tentano di entrare in questa nicchia giusto per monetizzare qualcosa e restano attivi per pochi anni. Di siti che sono riusciti a superare la crisi del “settimo anno” invece ce ne sono pochi: se ci basiamo sull’anzianità, posso contare una decina di “concorrenti” appena.

Gap? Ce ne sono tanti, tutti complicati da colmare. Invidio per esempio la potenza di fuoco (in termini di articoli pubblicati) di alcuni siti, la qualità e la varietà di alcuni dei loro negozi, ma soprattutto il legame capillare che alcuni siti (per fortuna pochi) hanno con i vari brand fotografici, per non parlare della partecipazione a fiere ed eventi, per ora ridotta ad una/due all’anno. E proprio su questi ultimi due punti stiamo lavorando, e probabilmente vedrete molto più spesso il nostro logo, in particolare nelle varie fiere milanesi.

Con l’avvento di Instagram e simili credi che sia ancora importante per un fotografo avere il suo sito web con portfolio annesso?

Instagram è sicuramente un’ottima vetrina, ma si tratta di una piattaforma generalista dove il tempo speso su ogni singola immagine non supera i due o tre secondi. Usare Instagram come veicolo per attirare possibili clienti o visitatori è sicuramente una soluzione valida, ma utilizzarlo come portfolio on-line è una strada che personalmente non consiglio a nessuno. Se cerco un fotografo preferisco utilizzare Google piuttosto che Instagram o Facebook o altri social network.

Di contro sottolineo quanto l’utilizzo dei social network sia sempre più importante è fondamentale: un esempio la percentuale di visitatori che giornalmente vengono veicolati dalla galassia Meta (Fb, instagram, whatsapp) verso il nostro sito, percentuale che si aggira sul 30% del totale.

Quali sono i punti chiave per il successo di un portfolio fotografico online?

Immediatezza, pulizia, “monotematicità”. Come utente ho bisogno di guardare le fotografie, Ho bisogno di far lavorare la mia mente su quella fotografia e non ho bisogno che il fotografo mi spieghi minuziosamente cosa è perché ha effettuato quello scatto. Quindi va bene aggiungere una piccola didascalia ma che sia piccola, non un tema esistenziale!

Ma ancora più importante è la monotematicità del portfolio stesso: Se sto cercando un fotografo abile nel fare i ritratti, non mi interessa vedere le sue fotografie paesaggistiche o notturne, per quanto eccezionali queste siano. Il mio suggerimento quando si crea un portfolio è quello di crearlo tematico. Ovverosia un portfolio che si concentri su un particolare argomento , che può essere un genere fotografico, un tipo di fotografia, un sentimento o anche semplicemente un colore.

Ultimamente vanno moltissimo i portfolio fotografici basati su un colore o su un sentimento: un gruppo di fotografie che è in grado di generare nell’utente le stesse identiche sensazioni e reazioni. Fotografie che ovviamente possono essere anche eterogenee.

Tu che programmi consiglieresti a chi deve creare il suo portfolio?

Il mio suggerimento è quello di creare un proprio sito. Esistono tantissimi programmi o siti che permettono di creare un portfolio fotografico on-line ma tutti quanti mancano dei due fattori principali: l’unicità e l’appartenenza. Siamo fotografi, abbiamo bisogno che la gente creda in noi, abbiamo bisogno che la gente si fidi di noi. Non dobbiamo essere sciatti o arronzare: il portfolio fotografico è il nostro biglietto da visita e deve essere quanto più bello efficace possibile.

Attenzione, Non sto dicendo che bisogna essere dei programmatori per poter mettere in piedi un portfolio fotografico: esistono tantissime soluzioni basate su WordPress anche totalmente gratuite che permettono di costruire un foglio fotografico in pochi passi. E se proprio non siamo capaci o non ce la sentiamo, Sono tantissimi i professionisti in grado di aiutarci a fronte di un piccolo pagamento. Investire nel portfolio fotografico è il miglior investimento che si possa fare perché alla fine è quel portfolio che vi porterà nuovi clienti e nuovi guadagni.

Come vedi il futuro della fotografia digitale? Quali sono le tecnologie che cambieranno il settore e quali aspetti invece restano immutabili?

Il futuro della fotografia digitale è decisamente roseo, anzi più che roseo. Ormai chiunque ha una macchina fotografica specie grazie agli ultimi smartphone che riescono a fare fotografie di qualità eccelsa. Abbiamo vissuto in questi anni la totale democratizzazione della fotografia, relegata a pochi ”eletti” soltanto 20 anni fa, cosa che ha portato alla realizzazione di miliardi e miliardi di fotografie ogni anno, pubblicate in ogni dove e in qualunque momento del giorno. La digitalizzazione delle fotografie unita alla globalizzazione ci ha permesso di mostrare i nostri lavori in ogni parte del globo in pochissimi secondi, così come poter osservare i lavori di persone provenienti da ogni dove.

Per quanto riguarda la tecnologia alla base della fotografia, la seconda rivoluzione (la prima è stata il passaggio dall’analogico al digitale) è in atto proprio in questi anni, con i brand tradizionali sempre più in affanno, incalzati da produttori di smartphone che della fotografia hanno fatto il cavallo di battaglia dei loro prodotti. E la cartina al tornasole è il fatto che aziende quali Zeiss, Leica, Hasselblad e altri produttori di ottiche abbiamo stipulato accordi con produttori di telefoni quali Huawei o Xiaomi.

In questi ultimi anni abbiamo visto fallire aziende che fino a un decennio fa erano dei giganti, così come stiamo assistendo a un riposizionamento dei grandi Brand quali Sony, Canon, Nikon. Per esempio non vengono quasi più prodotte fotocamere Point and Shoot ( soppiantate definitivamente dagli smartphone), così come ci stiamo avvicinando alla fine delle reflex soppiantate nel prossimo futuro dalle mirrorless (Canon ha già messo la parola fine al settore Reflex). Ma le stesse mirrorless, quanto tempo sopravviveranno? Per quanto tempo saranno ancora talmente superiori agli smartphone da essere necessarie se non fondamentali? Personalmente mi aspetto una sopravvivenza che non vada oltre i 5 anni, quando i grandi Brand fotografici potrebbero trovarsi in una situazione particolarmente pericolosa, soprattutto perché non vedo grandi evoluzioni, prodotti o soluzioni che possano in qualche modo bloccare o arginare i produttori di smartphone.

  • Name and Surname: Giuseppe Fuccicchio
  • Title (job position): Attuale amministratore della eZine Fotografare in Digitale
  • Company name: Fotografare in Digitale
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